Fondazione Marina Sinigaglia

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Rubriche

L'ALTRO - Anno 1 - N. 1

E-mail Stampa PDF

E' in distribuzione il primo numero del nostro giornale

Attualità, cultura e approfondimenti del disagio sociale oltre i luoghi comuni

 

Clicca sul logo per SFOGLIARE il giornale

 

Se non riesci a visualizzarlo è necessario installare gratuitamente

Ma le donne no

E-mail Stampa PDF

81 minuti e mezzo: è il tempo libero che gli uomini italiani hanno ogni giorno in più delle donne. Ecco a voi la società più maschilista d’Europa. Libere e padrone del proprio destino: era questa l’idea che le donne italiane avevano di sé. Ma era un’illusione, perché le cose negli ultimi vent’anni sono cambiate profondamente. In peggio. Non solo le donne italiane non hanno più fatto progressi, ma hanno cominciato ad arretrare, svegliandosi nel paese più maschilista d’Europa. Quali sono le radici di questo fenomeno e, soprattutto, perché le donne italiane hanno smesso di combattere per difendere i propri diritti? Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni forse imprevedibili come la nascita e l’evoluzione del velinismo politico o la degenerazione dell’immagine delle donne in televisione e nella pubblicità. O ancora il ritorno di parole antiche, che riemergono da un passato fatto di playboy, massaie e ragazze illibate. Ma soprattutto descrive le donne reali, che quotidianamente devono fare i conti con discriminazioni sul lavoro, part-time negati e l’impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare. Il confronto tra la situazione italiana e quanto succede all’estero – dove ci si imbatte in belle storie di donne vincenti, che reagiscono e si realizzano – sconcerta e indigna, ma dimostra che un altro mondo meno sessista è possibile. Un mondo dove vivrebbero meglio anche gli uomini.

Italiani, per esempio. L'Italia vista dai bambini immigrati

E-mail Stampa PDF

"Il numero di immigrati in Italia è più che triplicato solo nell'ultimo decennio. Sono oltre tre milioni. E i bambini? Nessuno lo sa con precisione. Sono meno che in altri paesi europei, ma certo in questi anni da noi il malcontento e il razzismo verso di loro è cresciuto, fomentato anche da alcuni movimenti politici. Ho iniziato a insegnare nel plesso di Reggio Emilia come maestro elementare di ruolo nel 1983. Per alcuni anni, fui distaccato dal normale insegnamento su classe per curare un progetto ministeriale per l'integrazione dei bambini stranieri. Allora c'erano solo alcune decine di bambini di origine non italiana, ora diverse centinaia, ma quel progetto è soppresso da tempo. Fin da principio ho preso l'abitudine di trascrivere parole, frasi, conversazioni, testi scritti da questi bambini. In più di un'occasione sembrava di rivivere la favola del Brutto Anatroccolo, ma non sempre. Una volta ambientati in Italia, ho chiesto loro cosa ne pensassero dell'Italia e degli italiani. Ho raccolto i frammenti di tante storie, riflessioni, confidenze piene di speranza e di paura, di realtà e di fantasie, di tristezze e di allegrie, di ingenue osservazioni e di fantastici fraintendimenti. Ne è uscito questo ritratto inedito dell'Italia di oggi e degli italiani. Ho cambiato i loro nomi per ragioni di privacy, ma non la loro età e la loro nazionalità".

In cerca dell'anima

E-mail Stampa PDF

«In cerca dell'anima. Dialogo su un'Italia che ha smarrito se stessa» Uno scrittore cattolico e un vescovo, consigliere spirituale della Comunità di Sant'Egidio, s'incontrano in un libro conversazione sui temi salienti del nostro vivere qui, oggi, in Italia. Perché questo nostro Paese che Scaglia, parafrasando Shakespeare, chiama l'Italia del nostro scontento, sembra sprofondato in una sorta di apatia che lo rende apparentemente privo di ambizioni e disinteressato al futuro? E perché, contrariamente a quanto avviene in molti altri Paesi, non esiste da noi un dibattito consistente sui temi che appartengono all'identità di ogni uomo, come i diritti umani, la qualità della vita, la povertà, l'ambiente, la religione? Sono solo alcune delle domande che i due autori si pongono dove, ai molti dubbi e interrogativi di Franco Scaglia, Monsignor Vincenzo Paglia risponde con un'analisi profonda. Si parla di individualità e di collettività, di nazionalismi e globalizzazione, di guerra e di pace, e dell'impegno dei singoli, che si manifesta in un fenomeno dai confini assai vasti come il volontariato. E poi si parla di Dio e di fede, e della funzione della Chiesa in un mondo carico di fermenti e lacerato da mille contraddizioni. Franco Scaglia e Vincenzo Paglia ci offrono un libro che invita a pensare, per capire dove stiamo andando e per ritrovare quell'"anima" che, come dice Paglia, in quanto collettività sembriamo aver perso.

Scintille – Una storia di anime vagabonde

E-mail Stampa PDF

Mercoledì 11 novembre è uscito il mio nuovo libro Scintille – Una storia di anime vagabonde, pubblicato da Feltrinelli. E’ un testo intimo e personale , cui ho dedicato molti anni di lavoro e molti viaggi. Vi propongo la sintesi fornita dall’editore nel risvolto di copertina.

Gilgul, nella Qabbalah ebraica, è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi quando la separazione del corpo è dovuta a circostanze ingiuste o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che attendono gli spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla addirittura di “scintille d’anime” prodotte dalla loro frantumazione. Con questo libro inatteso, di straordinaria intensità e autenticità, Gad Lerner ha deciso di addentrarsi nel suo gilgul familiare, nelle “scintille d’anime” della sua storia personale. Suo padre Moshè reca il trauma della Galizia yiddish spazzata via dalla furia della guerra, e mai davvero trapiantata in Medio Oriente. Dietro di lui si staglia enigmatica la figura di nonna Teta, incompresa e dileggiata perchè estranea alla raffinatezza levantina della Beirut in cui è cresciuta Tali, la moglie di Moshè. Ma anche la Beirut degli anni Quaranta, luogo d’incanto senza pari, si rivela un recinto di beatitudine illusoria. Vano è il tentativo di rimuovere lo sterminio degli ebrei d’Europa e la Guerra d’indipendenza nella nativa Palestina: anche se taciuti, questi eventi si ripercuotono nella vicenda familiare generando malessere e inconsapevolezza. Le anime vagabonde nel gilgul reclamano di essere perpetuate nel riconoscimento, senza il quale non c’è serenità possibile. Il racconto si snoda da Beirut ad Aleppo, fino alla regione ucraina di Leopoli e Boryslaw, lo shtetl in cui perse la vita gran parte dei Lerner, per concludersi sorprendentemente al confine tra Libano e Israele, presediato dai soldati italiani, dove si riuniscono le molteplici nazionalità dell’autore. Così l’indagine sulla memoria e sui conflitti familiari si rivela occasione per un viaggio nel mondo contemporaneo minato dalla crisi dei nazionalismi, tuttora alla ricerca di convivenza armonica. Un itinerario attraverso nuove e vecchie frontiere che scava nel passato per rivelarne il peso sul presente. Una storia appassionante, felicemente sospesa tra biografia e reportage.

Pagina 1 di 2

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »

Cerca

Ulti Clocks content
«  maggio 2012  »
Wlmmgvsd
18 123456
1978910111213
2014151617181920
2121222324252627
2228293031 

CIAI

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

You are here: Adotta un libro